Museo di Storia Naturale e Archeologia - Montebelluna
Il Museo Civico di Montebelluna è una struttura strettamente connessa con il territorio, in quanto si occupa, attraverso la raccolta, l’esposizione e lo studio dei reperti esposti, di studiare e divulgarne la memoria storico-archeologica. Il museo è strutturato in due sezioni: una naturalistica e una archeologica. La collezione archeologica è composta da reperti relativi alle raccolte di superficie o agli scavi che negli anni hanno interessato il territorio di Montebelluna e dintorni. Oltre allo spazio espositivo permanente, la struttura comprende anche un centro di documentazione, un’aula studio, sale conferenze, depositi e diversi laboratori didattici.
Il Museo Civico di Storia Naturale fu istituito nel 1984 all’interno della splendida villa Biagi, grazie all’iniziativa del gruppo speleologico locale e dell’amministrazione comunale. La collezione naturalistica è frutto di donazioni da parte di privati cittadini e di ricerche nel territorio; quella archeologica proviene prevalentemente da attività di scavo condotte dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici nel territorio montebellunese.
Sezione preistorica e dei Veneti antichi
Il percorso espositivo inizia con le principali tappe dell’evoluzione umana, esemplificate attraverso la seriazione dei crani dei primi ominidi e dei loro strumenti. La visita prosegue con alcuni materiali litici di età paleolitica e mesolitica, quindi con quelli appartenenti all'età neolitica. Sono qui esposti vasi appartenenti alla Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata (prima metà del IV millennio a.C.) e a quella d’influenza subappenninica e di Chassey-Lagozza, rinvenuti presso il sito di Valle San Lorenzo a Cornuda. Nella stessa area è stata ritrovata un’abbondante quantità di materiali litici e di resti ossei animali. Il percorso prosegue con ulteriori testimonianze preistoriche provenienti dal territorio circostante Montebelluna: si possono ammirare esempi di materiali litici, ceramici e metallici databili tra il tardo Neolitico e l’età del Ferro. L’esposizione continua, sulla sinistra, con un approfondimento dedicato alle vie fluviali, in particolare al fiume Piave, importante asse di collegamento e di scambio, illustrato anche grazie all’esposizione di due pani in rame rinvenuti nel letto del fiume, che fanno da filo conduttore a un successivo focus sul restauro dei materiali metallici. Sulla destra si apre un’introduzione alla protostoria locale che accompagna il visitatore in un percorso volto alla comprensione del periodo e della vita degli antichi abitanti di Montebelluna, attraverso l’esposizione di numerosi corredi tombali provenienti in particolare dalle necropoli di Posmon e di Santa Maria in Colle. Il percorso prende avvio dalla ricostruzione del tumulo 28 della necropoli di Posmon e prosegue con l’esposizione di due manufatti di particolare pregio, probabilmente legati alla sfera del sacro. Il primo è un pendente raffigurante una figura umana molto stilizzata, forse alata, con probabile ruolo divino o sacrale, rinvenuto in una sepoltura databile al V secolo a.C. Il secondo è un disco figurato decorato con la rappresentazione di una figura femminile attorniata da elementi vegetali, databile tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. Il percorso è ulteriormente arricchito dalla ricostruzione di una tomba a incenerazione di tipo a cassetta litica, che consente di comprendere direttamente le modalità di deposizione funeraria. Tra le sepolture più significative si segnala la cosiddetta “tomba del coltello” di Posmon, databile alla metà del VI secolo a.C.: i defunti furono deposti all’interno di una situla in bronzo, indicativa del loro rango, e accompagnati da un corredo particolarmente ricco, composto da armi e oggetti d’ornamento, tra cui spicca un pregiatissimo fodero di coltello decorato, riconducibile allo stile dell’arte delle situle. La sala continua con l’esposizione di altri ricchi corredi funerari, tra i quali si distinguono quelli della tomba 42 e della tomba 29, databili tra la fine del V e la prima metà del IV secolo a.C. Il percorso si conclude con un approfondimento dedicato alla lavorazione dei metalli, in cui vengono illustrate le tecniche di produzione del ferro, del bronzo, dell’oro e dell’argento. A queste spiegazioni si affianca l’esposizione di una selezione di pregevoli manufatti provenienti dalle tombe preromane di Posmon, tra cui coltelli con fodero traforato in ferro, situle, fibule, pendenti e altri oggetti che testimoniano l’elevato livello tecnico e artigianale raggiunto dalle comunità del territorio.
Sezione romana - 1
All’interno di questa sala sono illustrate le diverse modalità di sepoltura di età romana attestate a Montebelluna e nel suo territorio. Sono presenti due urne quadrangolari con incavo centrale per la raccolta delle ceneri (I sec. d.C.), una stele a pseudoedicola con i busti di due defunti vestiti con mantello e tunica (I sec. d.C.) e le ricostruzioni di una sepoltura in anfora segata e capovolta e di una tomba alla cappuccina. La maggior parte di questi manufatti funerari proviene dalle necropoli di S. Maria in Colle e di Posmon, occupate senza soluzione di continuità dall’età del Ferro a tutta l’epoca romana. In seguito agli scavi condotti nel 1986, è emersa un’altra rilevante area necropolare: il sepolcreto tardoromano di Vidor (IV-V sec. d.C.), caratterizzato da tombe prevalentemente ad inumazione e da corredi di un certo pregio per la presenza di rilevanti oggetti d’ornamento e di suppellettili da mensa. All’interno della stessa sala sono presenti anche alcuni materiali provenienti da complessi abitativi di età romana rinvenuti nel territorio di Montebelluna: elementi di tubatura fittile di forma cilindrica, una fistula plumbea, mattoni, laterizi e tegole bollati, anfore, pesi da telaio e macine. Tali materiali sono posti sopra un mosaico bicromo, forse riconducibile al cubiculum di una villa rinvenuta presso S. Maria in Colle. Infine nella sala sono esposti una magnifa statua in marmo raffigurante la divinità Artemide/Diana (fine I a.C.-I secolo d.C.), e il celebre toro in bronzo di Montebelluna.
Sezione romana - 2
L’esposizione si apre con un’introduzione alla nascita della moneta in antico, cui segue un approfondimento sulla monetazione romana. A supporto di questo racconto vengono esposte diverse monete, databili tra il III secolo a.C. e il IV secolo d.C.; l’iconografia riportata sulle stesse è osservabile grazie all’ausilio di tre lenti di ingrandimento integrate nella vetrina. Tra queste monete si può ammirare anche il cosiddetto “Tesoretto tolemaico” di Posmon, composto da 19 monete in bronzo di età tolemaica, prodotte in Egitto e rinvenute a Montebelluna, in località Posmon. L’esposizione in sala prosegue con la presentazione di numerosi corredi provenienti dalla necropoli del territorio di Montebelluna, in particolare dalle località di Santa Maria in Colle, Posmon e Caonada. La prima vetrina che si incontra dopo la sezione monetale raccoglie numerosi corredi da Santa Maria in Colle, databili complessivamente tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. Tra i manufatti spicca lo specchio della tomba 6, decorato da diverse solcature. Le tre vetrine successive presentano corredi provenienti dalla necropoli di Caonada. Tra questi si segnala la sepoltura n. 4, il cui corredo comprende un ossuario con inciso sulla spalla il nome della defunta, Pusila, frammenti di fibula di tipo “Aucissa”, un’armilla, una conchiglia, una moneta, un’olpe, un bicchiere e una patera a vernice nera. Le successive sei vetrine presentano materiali provenienti da Posmon. Tra queste si segnalano in particolare la tomba n. 339 e la tomba n. 174. La tomba 339 era una sepoltura femminile e, tra i numerosi manufatti del ricco corredo, spicca una lamina in bronzo recante una dedica a un magistrato romano, Lucio Orazio Longo, verosimilmente un antenato della defunta. La tomba n. 174 si distingue per il numero delle deposizioni rinvenute al suo interno: sono infatti stati individuati dieci vasi ossuari, alcuni dei quali recano inciso il nome del defunto, deposti all’interno della stessa cassetta in almeno tre principali fasi di deposizione, comprese tra il I secolo a.C. e gli inizi del I secolo d.C. Conclude l’esposizione una vetrina tematica, all’interno della quale si approfondiscono diversi aspetti, tra cui il lessico specifico, le ceramiche iscritte, il vetro, le stoviglie da cucina e gli oggetti da lavoro.
L'arte delle situle
Attraverso una porta accanto alla riproduzione del tumulo funerario della sala precedente si accede a un piccolo ambiente interamente dedicato all’arte delle situle. Il percorso espositivo presenta dapprima i corredi delle tombe n. 5 e n. 244 della necropoli di Montebelluna, in località Posmon, per poi concentrarsi sulle rispettive situle figurate in bronzo. Nella prima vetrina sono esposti i corredi delle due sepolture. La tomba 244, databile alla seconda metà del V secolo a.C., è una sepoltura singola riferibile a un individuo adulto, probabilmente di sesso maschile. Il corredo comprende oggetti di particolare pregio, tra cui un cinturone a losanga decorato con figure animali ed elementi vegetali, due placche di cintura e diverse fibule, che rimandano a uno status sociale elevato. La tomba 5, anch’essa databile alla seconda metà del V secolo a.C., è una sepoltura plurima con i resti di tre individui, uno maschile e due femminili. Il corredo include armi e oggetti di ornamento, come un coltello, una piccola punta di giavellotto, uno strumento appuntito, fibule, bracciali, perle in pasta vitrea e ambra, oltre a olle in ceramica. Un pannello dedicato illustra gli studi archeometrici e le ricostruzioni sperimentali condotte su questo contesto. Il percorso prosegue con l’esposizione delle situle figurate in bronzo. La situla della tomba 244 presenta una complessa decorazione su tre registri: nel registro superiore è raffigurata una sfilata civile con cavalieri; nel registro centrale compaiono un agone pugilistico, una libagione, una scena amorosa e un episodio di filatura; nel registro inferiore sono rappresentate una caccia al cervo e una scena di aratura. La situla della tomba 5 mostra anch’essa una decorazione articolata in tre registri, con una cerimonia civile nel registro superiore, una sfilata di uomini armati in quello centrale e scene di caccia e aratura in quello inferiore. L’insieme delle immagini sembra alludere a cerimonie celebrative di episodi bellici e alla difesa del territorio. A completare l’esposizione, una ricca pannellistica consente di approfondire i corredi funerari, l’iconografia delle situle e di seguire le fasi degli studi archeometrici, della ricostruzione sperimentale della situla della tomba 5 e degli interventi di restauro sui reperti.
Tipo di Accesso: Negli orari di apertura
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Spazi per altre attività
- Museo Civico Bellona. Montebelluna. Breve guida alla sezione archeologica , a cura di Manessi P. , Montebelluna 1992.
- Celi M. , Guida del Museo di Storia Naturale e di Archeologia di Montebelluna, Rasai di Seren del Grappa 2004.
- Musei e raccolte archeologiche del Veneto , a cura di Di Mauro A., Dosson di Casier 2004, pp. 85-89.
- Bonetto J., Veneto (Archeologia delle Regioni d'Italia), Roma 2009, pp. 417-418.
- Gambacurta G., La tomba 5/2012 di Montebelluna: dal rituale funerario alla situla figurata, in Studi Etruschi Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici: 84, 2021, pp. 69-100.
- Ruta Serafini A., Zaghetto L., L’attesa della signora, le filatrici sulla situla della tomba 244 di Montebelluna, in Il dono di Altino, Scritti di archeologia in onore di Margherita Tirelli , a cura di Cresci Marrone G., Gambacurta G., Marinetti A., 2019, pp. 57-71.

