Museo della Bonifica - San Donà di Piave
Il Museo di San Donà di Piave racconta la storia dell’uomo e il suo rapporto con il paesaggio, dall’antichità ai giorni nostri, attraverso quattro sezioni: archeologica, etnografica, Grande Guerra e bonifica.
Il Museo di San Donà di Piave è stato aperto nel 1983, ampliato nel 1998 e nel 2018, e nel 2021 è stato arricchito con un nuovo spazio espositivo dedicato alla Grande Guerra e alla Bonifica.
Sezione archeologica
La sala archeologica del museo offre un viaggio attraverso la storia del territorio di San Donà di Piave, dai primi insediamenti preistorici fino all’età moderna, raccontando la vita quotidiana, le infrastrutture e la cultura materiale delle popolazioni che vi hanno abitato. Il percorso inizia con le tracce preistoriche, distribuite lungo i dossi fluviali del Piave, scelti per le loro condizioni idrauliche più stabili. Gli scavi hanno restituito ceramiche, strumenti in selce, oggetti in osso e corno, macine e pestelli, che testimoniano una presenza stabile dell’uomo già nel Mesolitico e nell’età del Bronzo. Una ricostruzione di focolare e di macina permette di immaginare la vita quotidiana dei primi abitanti. Proseguendo, la sala illustra i Veneti antichi. I reperti provenienti da Cittanova, Fossà e altre località comprendono ceramiche con iscrizioni venetico-celtiche, frammenti di coppe, coperchi per forni mobili, fibule e scorie metalliche. L’epoca romana è introdotta attraverso la via Annia, strada di collegamento tra Adria e Aquileia, che attraversava anche il territorio sandonatese. Al centro della sala, una grande ricostruzione mostra da un lato l’asse stradale glareato con un miliare e, dall’altro, una necropoli romana. Qui sono riprodotte diverse tipologie di sepoltura: entro anfora, in casse di laterizio, in ciste calcaree e “alla cappuccina”. Successivamente, il percorso affronta la suddivisione territoriale in epoca romana; per rendere più chiaro il suo funzionamento è stata esposta una riproduzione di una groma, lo strumento utilizzato per le misurazioni, affiancata da alcuni miliari. Dall’organizzazione del territorio, il focus si sposta sulla vita domestica, sulle attività e sulle abitudini dei romani che abitavano in questi luoghi. Nelle vetrine sono esposti ceramiche da cucina e da mensa, mortai in pietra, vetri, tessuti e oggetti ornamentali come fibule e balsamari, oltre a manufatti di uso quotidiano e di pregio, tra cui una meridiana in pietra calcarea datata tra il I e il II secolo d.C. Oltre all’attività domestica, sono documentate anche le opere edilizie tramite frammenti architettonici, tubuli per condotte idriche e laterizi bollati. La sezione romana si conclude con la storia del ponte romano sul Grassaga, che permetteva alla via Annia di superare il corso d’acqua. Pur non essendo più visibile, il ponte è ricordato attraverso reperti e memorie storiche, evocando il suo ruolo strategico e le leggende locali legate al cosiddetto “Tesoro di Attila”. L’esposizione prosegue con il periodo medievale. Tra i reperti esposti ci sono pali di rovere per il contenimento delle sponde, frammenti architettonici, ceramiche bizantine e piatti decorati. A chiudere il percorso, una selezione di ceramiche graffite veneziane, databili tra il XIII e il XVIII secolo.
Tipo di Accesso: Negli orari di apertura
Biglietto: Si
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Attività didattiche
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