Esposizione Archeologica Permanente - Costabissara
L’esposizione archeologica permanente si sviluppa all’interno della sede municipale di Costabissara. Sono esposti i materiali archeologici più significativi rinvenuti nel territorio circostante. Numerosi i reperti, soprattutto ceramici, relativi all’età del Bronzo e a quella del Ferro. Tra i materiali di epoca romana, che costituiscono la parte più cospicua dell’esposizione, spiccano quelli rinvenuti nello scavo di via Mascagni, che hanno riportato alla luce i resti di un insediamento rustico; il reperto più importante è una statuetta in bronzo raffigurante la divinità egizia Anubis. Conclude l’esposizione una serie di materiali ceramici e lapidei di epoca altomedioevale e moderna.
I primi materiali archeologici furono raccolti in conseguenza a sbancamenti durante moderni lavori edili all’inizio degli anni Settanta. I resti più consistenti furono individuati in via Mascagni, in occasione delle due campagne di scavo condotte nel 1971 e nel 1972 dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto: vennero alla luce fondazioni murarie di un vasto complesso rustico, che a tutt’oggi costituisce il sito più importante indagato a Costabissara e uno dei più interessanti appartenenti a questa tipologia noti nel resto della regione. Le strutture a fine scavo furono ricoperte e l’area destinata a parco pubblico. Grazie all’attività del locale Gruppo Archeologico “Bissari”, altri reperti provenienti da diverse zone del territorio comunale arricchirono le collezioni archeologiche locali. Nuovi scavi archeologici furono effettuati dalla Soprintendenza nel sito di via Mascagni, nel 2006: furono indagati più dettagliatamente alcuni ambienti già scavati e ne furono scoperti di nuovi, acquisendo ulteriore materiale archeologico.
Esposizione archeologica
L’esposizione archeologica inizia al piano terra della sede municipale e si conclude al secondo piano. Colori diversi scandiscono il percorso di visita, che inizia a sinistra dell’entrata. Nella sezione grigia, un pannello fornisce un inquadramento topografico e cronologico del territorio di Costabissara: la carta di distribuzione dei rinvenimenti archeologici mostra come i siti dei rinvenimento di epoca preromana si collochino a ovest dell’abitato moderno, sul colle delle Pignare e nei terreni ai suoi piedi, mentre la presenza romana è più diffusa in tutta la zona pianeggiante. Qui è presentata la prima vetrina con al suo interno esposti materiali, principalmente ceramici, databili tra il XIII e il III secolo a.C. Segue, al primo piano, la sezione azzurra, dedicata ai reperti dell’età del Ferro (V–III secolo a.C.) e di epoca romana provenienti dagli scavi di via Mascagni. Nella vetrina attinente a questa sezione è esposto anche un interessante ciottolo in porfido caratterizzato da caratteri alfabetici venetici. Il percorso continua con la sezione rossa dedicata all’epoca romana. Qui sono esposti numerosi reperti ceramici, databili tra il I sec. a.C. e il II sec. d.C., nella maggior parte relativi a recipienti da cucina ad impasto grezzo: accanto alle olle sono attestati alcuni frammenti di mortaio, un tipico contenitore utilizzato per tritare e sminuzzare gli alimenti. La ceramica destinata alla mensa è invece rappresentata da vari frammenti di brocche, di bottiglie e di anforette in ceramica depurata, cui vanno ad aggiungersi pochi frammenti relativi a piatti in terra sigillata e bicchieri a pareti sottili. Significativi sono, infine, alcuni materiali legati alla vita quotidiana, quali le lucerne i pesi fittili da telaio. Segue una vetrina contenente il pezzo più importante della collezione, la statuetta bronzea raffigurante il dio Anubis, una delle principali divinità funerarie dell'Egitto faraonico preposte alle delicate operazioni di mummificazione e ai funerali, ritratto come un uomo con la testa di canide: qui è rappresentato vestito con una corta tunica e con i piedi calzati da sandali. Esso era assimilato nella cultura romana anche a Mercurio, il protettore delle attività commerciali. Si tratta probabilmente di una statuetta da larario, il luogo della casa presso il quale erano custodite le immagini dei numi tutelari della dimora. Il reperto si data tra il I e il II sec. d.C. Sempre allo stesso piano sono presenti altre due vetrine: una contiente un’anfora africana di epoca imperiale, l’altra alcuni materiali in metallo e i laterizi. Tra i reperti in bronzo recuperati in via Mascagni, databili tra il I e il II sec. d.C., sono presenti una fibula ad arco profilato e oggetti riferibili all’attività domestica, come ad esempio i frammenti di ago. Si segnala, inoltre, un’applique a forma di mostro alato dalla testa triangolare con ali tese, probabile elemento decorativo di un vaso o di altra suppellettile. Numerose le monete, ben 25, la maggior parte databili alla seconda metà del IV sec. d.C. È esposta, inoltre, una selezione dei frammenti di tegole e mattoni rinvenuti nel territorio di Costabissara, riportanti il marchio di fabbrica, tutti databili al I sec. d.C.; il bollo maggiormente attestato è Q(VINTVS) CVRIVS C(AII) F(ILIVS), Quinto Curio figlio di Caio), già noto in area vicentina. L’esposizione si conclude con la sezione verde, che si sviluppa dal primo al secondo piano. Al primo piano è presentata la chiesetta di San Zeno, situata sui colli immediatamente a ovest di Costabissara, con l’esposizione a parete di alcuni elementi in pietra appartenenti al corredo architettonico della fase medievale della chiesa. Al secondo piano, infine, in vetrina sono esposte ceramiche databili dall’XI secolo fino all’età moderna, a testimonianza della lunga tradizione di questo artigianato nel territorio.
Tipo di Accesso: Negli orari di apertura
Biglietto: No
Accesso per le Scuole
Accessibilità Disabili
Servizi igienici
Parcheggio
Pannellistica
Italiano
Didascalie delle opere
- Bruttomesso A., Veronese F., Pettenò E., Di alcuni materiali da Costabissara (Vicenza), in Quaderni di Archeologia del Veneto, XVIII, 2002, pp. 130-142.
- Busana M.S., Architetture rurali nella Venetia romana, Roma 2002, pp. 289-294.
- Pettenò E., Vigoni A., Costabissara (Vicenza): nuove note sul complesso rustico di via Mascagni, in Quaderni di Archeologia del Veneto, XXI, 2005, pp. 97-100.


