Museo Archeologico dell'Altopiano dei Sette Comuni Vicentini - Rotzo
Il Museo Archeologico dell’Altopiano dei Sette Comuni Vicentini si trova a Castelletto di Rotzo, a soli 500 metri dal Parco Archeologico del Bostel. Il percorso espositivo segue un criterio cronologico, dopo una prima sala multimediale, l’esposizione dei reperti inizia dal piano seminterrato, dove il visitatore viene introdotto alla preistoria, per poi culminare all’ultimo piano con la presentazione di numerosi manufatti provenienti dal villaggio dell’età del Ferro del Bostel di Rotzo.
Il Museo Archeologico nasce dalla volontà di riunire in un unico edificio i numerosissimi reperti rinvenuti in anni di ricerche sistematiche e ritrovamenti casuali avvenuti nel territorio dell’Altopiano. Tali ritrovamenti sono testimonianza di una forte unità storico-culturale di questo particolare ambiente montano, che ha assistito ad una millenaria frequentazione da parte dell’uomo.
Sala 1
Nella prima sala, al piano terra, il museo viene presentato al visitatore attraverso un’esperienza multimediale, che offre un’introduzione al complesso museale, al sito del villaggio del Bostel e alla sua scoperta tramite contenuti didattico-divulgativi.
Sala 2
L’esposizione dei manufatti archeologici inizia al piano interrato, con un’introduzione alla presenza dell’Uomo di Neanderthal sull’Altopiano dei Sette Comuni. I reperti rinvenuti in quest’area testimoniano una frequentazione antica documentata da numerosi manufatti litici musteriani, tra cui schegge di selce ottenute con la tecnica Levallois e raschiatoi. Il percorso prosegue con un inquadramento cronologico sul Paleolitico e l’introduzione alla figura dell’Uomo moderno. Qui l’attenzione si concentra su tre siti chiave per la produzione della selce: Riparo Battaglia, Val Lastari e Fonte del Palo. Le vetrine presentano non solo strumenti finiti (quali, ad esempio: lame, bulini o punteruli), ma anche numerosi dati relativi all’approvvigionamento e lavorazione della selce grazie anche all’esposizione di alcuni blocchi e nuclei . Accanto a questi siti è presentato anche il sito di Riparo Dalmeri, situato a 1.240 metri di altitudine sul margine orientale dell’altopiano e frequentato nell’ultima fase del Paleolitico superiore. Il sito è suddiviso in una zona abitativa, con focolari, strumenti e resti faunistici, e in una zona rituale, pavimentata artificialmente e caratterizzata dalla presenza di numerosissime pietre dipinte con ocra rossa. Il percorso si conclude con il periodo post-glaciale, quando il ritiro dei ghiacci trasformò profondamente il paesaggio e le modalità di frequentazione dell’altopiano. I siti di Cima XII, probabilmente utilizzati come basi stagionali per la caccia e il controllo del territorio, rivestono un ruolo di particolare rilievo per questo periodo e sono presentati in esposizione attraverso alcuni dei reperti rinvenuti, tra cui: coltelli, grattatoi, punte, nuclei e residui di fabbricazione delle armature.
Sala 3
Il percorso di questa sala è dedicato al villaggio del Bostel, uno dei più importanti siti archeologici dell’area. L’insediamento si trova su un pianoro sopra la frazione di Castelletto di Rotzo, a circa 850 m s.l.m.. Il villaggio fu abitato per almeno quattro secoli, tra il V e il I secolo a.C. Il sito fu scoperto nel 1781, ma solo nel 1912 ebbero inizio i primi scavi sistematici. Le ricerche ripresero poi nel 1969 e, a partire dal 1993, furono affiancate da indagini non invasive; dal 1997 gli scavi sono proseguiti in modo continuativo e non sono ancora conclusi. Gli abitanti del Bostel erano agricoltori, allevatori e artigiani, e le attività svolte all’interno del villaggio sono ben documentate dai materiali esposti lungo il percorso espositivo. I reperti esposti permettono di ricostruire la vita quotidiana e le attività produttive del Bostel. Sono presenti strumenti legati alla macinatura dei cereali, insieme a numerose testimonianze della produzione metallurgica, come scorie di lavorazione, lingotti e oggetti finiti, tra cui: coltelli, aghi, chiodi e ganci, databili tra il V e il II secolo a.C. Accanto a questi si possono ammirare numerosi manufatti ceramici e ornamenti personali, come vaghi di collana in pasta vitrea decorata, in osso e in corallo. Particolarmente significativi sono i materiali provenienti dalle aree produttive del villaggio, dove sono stati rinvenuti anche alcuni recipienti che presentano iscrizioni in alfabeto retico. Di eccezionale importanza è inoltre il rinvenimento di un grande ripostiglio di materiale metallico, composto da 150 lingotti di forma e spessore diversi. Questo materiale era conservato originariamente all’interno di un grande contenitore, intenzionalmente interrato per nascondere il ricco deposito. Il percorso si conclude con materiali riferibili alla fase finale dell’abitato, che documentano l’abbandono improvviso del villaggio. Il Bostel venne infatti abbandonato tra la fine del II e l’inizio del I secolo a.C., in seguito a un grande incendio che coinvolse tutti gli edifici. Le cause di questo evento restano incerte: si ipotizza un conflitto legato agli effetti dell’espansione romana, oppure una scelta volontaria degli abitanti, che avrebbero distrutto il villaggio prima di abbandonarlo, forse per impedirne l’utilizzo da parte di potenziali nemici.
Sala 4
Nell’ultima sala il percorso si conclude con tre vetrine che espongono reperti provenienti da due importanti siti locali dell’età del Bronzo. La prima vetrina presenta i materiali rinvenuti a Longa Laita, un piccolo abitato stagionale situato nel territorio di Rotzo. I reperti sono in prevalenza ceramiche, affiancate da alcuni strumenti in metallo e in selce. La seconda e la terza vetrina sono invece dedicate al grande villaggio fortificato del Monte Corgnon, nel comune di Lusiana Conco. Qui sono esposti oggetti in bronzo, ornamenti in vetro e ambra, oltre a numerosi manufatti ceramici, che raccontano la vita quotidiana e le attività di questa comunità.
Accesso per le Scuole
Accessibilità Disabili
Servizi igienici
Parcheggio
Audio guide
Pannellistica
Didascalie delle opere
Postazioni informatiche
Supporti informativi multilingue: Inglese
Spagnolo
Tedesco
Francese
Audioguide


