Expo Archeologica di Castellavazzo, - Longarone
L’Expo Archeologica di Castellavazzo, aperta al pubblico nel 2013, è allestita in un’unica sala dell’ex sede municipale. L’esposizione presenta diverse testimonianze archeologiche provenienti dal territorio, emerse in particolare nel corso delle indagini condotte tra la fine degli anni Novanta e il 2011.
L’Expo Archeologica nasce allo scopo di esporre al suo interno una pare dei reperti romani e alto medievali rinvenuti nelle diverse campagne di scavo che hanno avuto luogo nel territorio.
Sala 1
L’esposizione si svolge in un’unica sala ed è organizzata secondo un percorso cronologico, accompagnato da pannelli che guidano il visitatore nella lettura dei reperti e della storia del territorio. Il percorso prende avvio dall’origine geologica dell’area, illustrata da due lastre di pietra rossa di Castellavazzo sulle quali sono visibili tracce di fossilizzazione di un grande squalo, testimonianza di un passato in cui il territorio era coperto dal mare. Il passaggio all’età storica è segnato da una base iscritta di epoca romana, databile al periodo neroniano e realizzata in pietra locale, in seguito riutilizzata come sostegno dell’altare della chiesa di Sant’Elena. I materiali esposti provengono in gran parte dagli scavi condotti alla fine degli anni Novanta in località Crosta e da quelli effettuati tra il 2009 e il 2011 in piazza Fontana a Castellavazzo. Le prime due vetrine sono dedicate ai reperti di piazza Fontana: nella prima sono raccolte numerose monete con una cronologia che va dall’età augustea al XV secolo, mentre la seconda presenta oggetti legati alla vita quotidiana e all’abbigliamento, come frammenti di ceramica da cucina e da mensa, uno stilo per la scrittura, una pedina da gioco in pasta vitrea e una fibula in bronzo. A questi si affiancano manufatti probabilmente collegati a pratiche di culto, tra cui due piccoli bronzi raffiguranti guerrieri nudi. Con la terza vetrina ha inizio l’esposizione dei materiali provenienti dagli scavi di fine anni Novanta. L’attenzione si concentra inizialmente su monete databili tra la seconda metà del I secolo a.C. e il II secolo d.C., per poi spostarsi, nelle due vetrine successive, su oggetti legati all’abbigliamento e alla vita quotidiana in età romana. Sono esposti fibule, anelli, coltelli, strumenti per la scrittura e aghi da cucito, insieme a frammenti di balsamari in vetro, lucerne in ceramica, chiodi metallici e piccole borchie in ferro utilizzate per le calzature. Le vetrine successive introducono le testimonianze funerarie rinvenute nel territorio. Nella sesta e nella settima vetrina sono presentate due sepolture romane a incinerazione, databili tra la fine del I e l’inizio del II secolo d.C. Entrambe le deposizioni erano collocate all’interno di un contenitore ligneo e coperte dalla parte inferiore di un’anfora. Il corredo della prima tomba comprende un balsamario in vetro, un anello in oro, una moneta con probabile funzione rituale e uno stilo in ferro, mentre il secondo è composto da un anello e due monete. Il percorso espositivo si conclude con la ricostruzione di una tomba di epoca alto-medievale, databile tra il VI e il VII secolo d.C., rinvenuta durante gli scavi più recenti di piazza Fontana. La sepoltura apparteneva a un individuo di età compresa tra gli 11 e i 13 anni ed era accompagnata da un coltello a serramanico, esposto in una vetrina posta di fronte alla ricostruzione.
Accesso per le Scuole
Accessibilità Disabili
Servizi igienici
Bookshop
Pannellistica
Supporti informativi multilingue: Tedesco
Inglese
- PACITTI D. , Castellavazzo. Verifiche archeologiche nel centro storico: lo scavo, in QdAV, 38, Vicenza 2012, pp. 19-22.
