MUC - Museo dell’Uomo in Cansiglio - Farra D'Alpago
Il Museo dell’Uomo in Cansiglio offre ai visitatori un percorso espositivo che racconta la storia dell’altopiano attraverso i suoi aspetti paleoecologici, ecologici, culturali ed economici. L’allestimento è strutturato su due piani in nove sale, con un percorso pensato per partire dal piano terra, proseguire al primo piano e concludersi nuovamente al piano terra, seguendo un ordine cronologico e tematico. Il museo propone un viaggio alla scoperta della presenza umana in Cansiglio, dalla Preistoria fino ai giorni nostri, attraverso reperti archeologici, documentazioni storiche e spiegazioni sulle attività tradizionali dell’uomo. Al piano terra, i visitatori possono approfondire il contesto naturalistico dell’altopiano, la paleobotanica e l’archeologia, mentre il primo piano è dedicato agli aspetti storici ed economici, come la vita sotto la Serenissima Repubblica di Venezia, le attività forestali e la produzione di remi per l’arsenale veneziano. Non mancano inoltre approfondimenti sulla presenza dei Cimbri in Cansiglio.
L’edificio che oggi ospita il Museo dell’Uomo in Cansiglio fu costruito negli anni 50 come scuola e trasformato nel 1984 in centro visitatori dedicato all’etnografia cimbra. A partire dal 2004 è stato restaurato per diventare un museo a piena funzionalità. Al suo interno è possibile ripercorrere la storia del Cansiglio, dalle prime frequentazioni dell’area, circa 300.000 anni fa, fino ai giorni nostri. Dal 2008 il museo è riconosciuto come istituzione regionale dedicata ad Anna Vielciel.
Sala 1
Entrando nella prima sala, lo sguardo viene subito catturato da un grande plastico, accompagnato da uno schermo interattivo e da una serie di pannelli esplicativi. Questi strumenti permettono ai visitatori di immergersi nel territorio del Cansiglio, esplorandolo da diverse prospettive: geomorfologica, climatica, faunistica e in relazione alle presenze e alle attività umane nel corso del tempo.
Sala 2
Nella seconda sala del museo si approfondiscono le prime frequentazioni dell’area, in relazione all’evoluzione climatica, faunistica e vegetale nel corso del tempo. In diverse vetrine sono esposti manufatti di origine antropica, come schegge e raschiatoi, oltre a veri e propri blocchi di selce appartenenti a una riserva, probabilmente destinata alla fabbricazione di nuovi strumenti in caso di necessità. L’esposizione non si limita ai manufatti: il territorio viene esplorato anche attraverso i resti paleobotanici rinvenuti nella torbiera di Palughetto, uno dei più importanti archivi paleobotanici e archeologici del Tardoglaciale in Europa. Qui sono conservati diversi resti vegetali databili a 12.000–10.000 anni fa. Lo studio del polline e dei residui vegetali stratificati nei depositi torbosi ha permesso inoltre di realizzare un diagramma che ricostruisce l’evoluzione della vegetazione del territorio negli ultimi 16.000 anni.
Sala 4
In questa sala prosegue l’esplorazione della torbiera di Palughetto, considerando sia i risultati delle prime indagini condotte agli inizi degli anni ’90 del secolo scorso, sia quelli delle ricerche del 2010. Attraverso una ricca pannellistica vengono illustrate la formazione del sito, le tecniche di indagine e di restauro, nonché la frequentazione dell’area da parte dell’uomo e dell’ambiente. Vengono inoltre esposti alcuni dei protagonisti di queste complesse ricerche, tra cui spicca un tronco di notevoli dimensioni.
Sala 8
In questa ampia sala si ripercorre la storia del Cansiglio e del suo territorio dall’età romana fino al XIX secolo. L’età romana e il periodo medievale sono illustrati attraverso ricchi pannelli che raccontano lo sfruttamento certo o probabile delle risorse locali, le vie di comunicazione, la frequentazione dell’area e l’origine dei toponimi.
Sala 9
Al primo piano, in questa sala, tredici piccole vetrine sono disposte lungo le pareti. Grazie alla pannellistica di supporto, è possibile esplorare la frequentazione umana del Cansiglio tra Paleolitico e Mesolitico, con particolare attenzione ai siti di Palughetto e Casera Lissandri 17. La vita quotidiana emerge attraverso utensili di uso comune, strumenti da taglio, punte di freccia e oggetti in cristallo, mostrando le tecniche di scheggiatura della selce e le principali attività legate alla raccolta e alla lavorazione dei materiali.
Accesso per le Scuole
Accessibilità Disabili
Servizi igienici
Bookshop
Pannellistica
Didascalie delle opere
Postazioni informatiche
- Peresani M. , Come eravamo, viaggio nell’Italia paleolitica, Lavis (TN) 2021.
- Peresani M., Ferrari S., Miolo R., Ziggiotti S., Il sito di Casera Lissandri 17 e l’occupazione sauveterriana del versante occidentale di Piancansiglio, in Le foreste dei cacciatori paleolitici. Ambiente e popolamento umano in Cansiglio tra Tardoglaciale e Postglaciale, Pordenone 2009, pp. 199-228..
- Un archivio paleo ambientale ed archeologico: la torbiera di Palughetto in Cansiglio , Sant’Angelo di Piove di Sacco (PD) 2017.
