Museo del termalismo antico e del territorio - Montegrotto Terme

Via Enrico Fermi 1 - 35036 Montegrotto Terme (PD)
Presentazione

Il percorso museale presenta la storia del termalismo antico con particolare riguardo all’area locale. Il percorso si divide su due piani, dopo un primo inquadramento del fenomeno dal punto di vista geofisico e idrologico, lo spettatore, attraverso manufatti originali, copie, modelli e video è invitato ad esplorare le modalità di frequentazione e di utilizzo dei siti termominerali antichi in Italia e in particolare nel comprensorio delle Terme Euganee

Storia della collezione museale

Il museo, inaugurato nel 2021, nasce con lo scopo di favorire la conoscenza del fenomeno del termalismo dall’età preromana ai giorni nostri.

  • Descrizione
  • Sala 1-2 – Il termalismo, un’esperienza immersiva

    Le prime due sale offrono un’introduzione fondamentale alle caratteristiche delle acque termali, illustrandone le proprietà, l’origine e i diversi processi di formazione. Il percorso accompagna il visitatore alla scoperta dei fenomeni naturali che rendono queste acque particolarmente preziose dal punto di vista terapeutico e ambientale. Nella Sala 2 è inoltre proposta un’esperienza immersiva, nella quale suoni e immagini guidano il visitatore all’interno dei processi di formazione delle acque termominerali e dei loro derivati.

    Sala 3 – Il termalismo nell’antichità

    La Sala 3, situata al primo piano, è dedicata al tema del termalismo nell’antichità. L’allestimento illustra il ruolo centrale delle acque termali nel mondo romano, mettendo in evidenza la diffusione degli impianti e dei luoghi di cura all’interno dell’Impero. All’interno della sala è presente un tavolo interattivo che consente ai visitatori di esplorare numerosi siti archeologici, le diverse forme di frequentazione, le località e le caratteristiche delle acque termali nei vari territori. Accanto a questo strumento è esposta una carta stradale dell’Impero romano, nella quale sono indicate anche le principali stazioni termali. Completa il percorso una copia della Tabula Peutingeriana, riproduzione medievale (XII–XIII secolo) di una carta romana del IV secolo d.C., che testimonia l’elevato livello di conoscenza geografica raggiunto dai Romani e la loro capacità di rappresentare e organizzare lo spazio.

    Sala 4 – Le Acque e il Sacro

    La Sala 4 è dedicata al tema delle acque e alla loro valenza sacrale nel mondo antico. Varcato l’ingresso, il visitatore può osservare sulla parete frontale una selezione di immagini dedicate ai principali siti termominerali, accompagnate dai reperti distribuiti lungo le altre pareti. Sulla parete di destra sono esposte alcune copie di rilievi votivi, utilizzati come ex voto e provenienti da importanti contesti termali. Sulla parete sinistra è invece collocata la copia della parte anteriore di un altare rinvenuto presso le Aquae Tauri, nei pressi di Civitavecchia, dedicato ad Alcibiade, liberto addetto alla camera da letto dell’imperatore Adriano. Il percorso prosegue con l’esposizione di copie di altri manufatti legati alla pratica votiva. Tra questi si segnalano quattro esemplari di bicchieri rinvenuti presso il Lago di Bracciano, in località Vicarello, e la riproduzione di una patera in argento, utilizzata nei rituali. Al centro della sala è esposta un’ampia selezione di ex voto, copie di originali provenienti soprattutto dall’area laziale. La raccolta comprende offerte anatomiche, raffigurazioni di animali, piccoli oggetti simbolici e altri manufatti legati alla sfera della devozione, della protezione e della richiesta di guarigione. L’ultimo tema affrontato è quello della divinazione. Un’installazione multimediale consente al visitatore di rivivere l’esperienza delle sortes, ovvero i responsi oracolari: attraverso un apposito comando è possibile ricevere un responso tratto da testi latini originali provenienti da luoghi sacri, tradotti e adattati per il pubblico contemporaneo.

    Sala 5 – Cura e igiene

    Questa sala è dedicata alla cura del corpo e all’igiene nel mondo antico. Il percorso espositivo introduce il visitatore agli edifici destinati a queste funzioni. In apertura vengono illustrate le differenze tra le terme urbane, destinate principalmente all’igiene e generalmente prive di acque dalle proprietà curative, e quelle extraurbane, che sorgevano in luoghi selezionati in base alla presenza di sorgenti naturali con caratteristiche benefiche, utilizzate a scopo terapeutico. Dopo questa prima introduzione, il percorso guida il visitatore alla scoperta degli ambienti termali, delle loro funzioni e delle attività che vi si svolgevano, offrendo uno spaccato della vita quotidiana legata alla cura del corpo. A conclusione della narrazione, è esposta la copia di un altare votivo conservato presso il Museo Civico Sanpaolo di Monselice, recante un’iscrizione di Castricio, venditore di spugne.

    Sala 6 – Un viaggio nel tempo

    In questa sala ha inizio il percorso dedicato ai Colli Euganei. Il territorio viene presentato al visitatore attraverso un video introduttivo che invita a esplorare il paesaggio e le testimonianze della frequentazione umana nelle diverse epoche. Nella stessa sala è inoltre possibile ammirare una sequenza di immagini a parete che racconta, attraverso date cruciali, la lunga storia delle Aquae Patavinae, mettendo in luce il ruolo centrale delle acque termali nello sviluppo del territorio.

    Sala 7 – Il culto delle acque

    In questa sala viene presentata l’evoluzione del culto delle acque nell’antichità, attraverso l’analisi del rapporto tra l’uomo e le sorgenti e della sua continuità nel tempo. A supporto del percorso espositivo, una proiezione sul pavimento riproduce il movimento dell’acqua, creando un’esperienza immersiva per il visitatore. Al centro della sala è collocata una vetrina che espone una selezione di materiali provenienti dalla polla termale di Montegrotto, insieme ad alcune copie di manufatti votivi in bronzo.

    Sala 8 – Le acque Patavinae

    In questa sala viene presentato il graduale processo di romanizzazione del territorio e la definizione dei suoi confini. A testimonianza di questa trasformazione, sono esposte tre copie: due cippi confinari e un’iscrizione rupestre. A completamento dell’esposizione, sono inoltre presentate alcune mappe del territorio e una fotografia d’epoca che ritrae il momento del rinvenimento del monolite di trachite di Galzignano.

    Sala 9 – Il territorio euganeo

    In questa sala viene presentato il territorio euganeo in relazione alle sue risorse naturali e al loro sfruttamento nel corso del tempo. Oltre alle acque termali, il territorio era infatti ricco di pietra, boschi, terreni coltivabili o destinati al pascolo e riserve di argilla. A testimonianza di quest’ultima risorsa è esposta lungo la parete di fondo una selezione di mattoni provenienti da Montegrotto Terme, che documentano l’importanza della produzione laterizia nell’area. Grazie alla sua ricchezza, questo territorio fu ampiamente occupato in età romana, anche attraverso la costruzione di numerose ville e fattorie. L’esposizione si sofferma in particolare sulla villa rinvenuta in località Turri, costruita nel I secolo a.C. e abbandonata tra il III e il IV secolo d.C., illustrata mediante una pianta dell’edificio e una ricostruzione. Conclude il percorso dedicato al territorio delle Aquae Patavinae un pannello che presenta altri importanti rinvenimenti, tra cui il complesso individuato ad Abano Terme presso lo Stadio Comunale.

    Sala 10 – La vita quotidiana

    In questa sala vengono presentate numerose epigrafi, tra copie e originali, che consentono di ricostruire aspetti della vita quotidiana del territorio delle antiche acque termali. Undici di queste iscrizioni sono dedicate al dio Aponus, divinità maschile legata alle acque euganee, mentre altre presentano carattere giuridico o funerario. L’esposizione comprende anche importanti rinvenimenti provenienti dall’area del Colle Montirone ad Abano Terme. Tra questi si possono osservare copie e originali di rhytà, vasi di forma conica o a corno, spesso terminanti con teste animali, databili alla seconda metà del I secolo a.C., oltre a numerosi bicchieri.

    Sala 11 – L’uso delle acque

    In questa sala vengono illustrate le metodologie di sfruttamento delle risorse idriche nel territorio euganeo. In quest’area sono stati infatti rinvenuti diversi sistemi di captazione delle acque, convogliate verso gli abitati situati sui versanti collinari. A testimonianza di questi complessi impianti idrici, in sala sono presentati: un elemento di conduttura in trachite, due copie di rubinetti utilizzati per regolare il flusso dell’acqua e delle tubature in piombo provenienti dalla villa romana di San Mauro. Al centro della sala è esposta la ricostruzione dell’apparato di gestione delle acque termali nelle piscine dell’area archeologica di viale Stazione - via degli Scavi. Un pannello conclude il percorso, illustrando, attraverso disegni e mappe, i numerosi rinvenimenti effettuati nel corso dei secoli relativi alla gestione delle risorse idriche nel territorio.

    Sala 12 – L’area archeologica di viale stazione

    La sala è dedicata all’importante area archeologica di viale Stazione-via degli Scavi di Montegrotto Terme. Al centro dello spazio espositivo è collocato un plastico che consente di visualizzare la disposizione delle tre unità architettoniche che compongono il complesso: un impianto termale, un piccolo teatro e un edificio a probabile funzione ricreativa. Tutti questi edifici erano originariamente riccamente decorati, e parte dei materiali ornamentali è oggi esposta in sala. Lungo la parete destra, all’interno di una vetrina, sono visibili numerosi frammenti marmorei; al di sopra dell’espositore è collocata una carta che illustra le aree di provenienza dei marmi. Completano l’esposizione due capitelli di lesena in marmo bianco di Luni, frammenti di intonaco dipinto, monete e resti di vetro da finestra. Il percorso si conclude con la copia di una statua maschile, il cui originale, conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Venezia, è databile alla metà del II secolo d.C. e raffigura, verosimilmente, un personaggio di rilievo della comunità, rappresentato nelle vesti di una divinità delle acque.

    Sala 13 – Terme e Ville

    Lungo la sala sono esposti alcuni pannelli dedicati alla presentazione di due aree archeologiche del territorio. La prima riguarda un edificio individuato in prossimità di via San Mauro a Montegrotto Terme. La struttura fu costruita intorno al I secolo d.C. e frequentata fino al II–III secolo d.C. In epoca successiva nella stessa area venne impiantato un piccolo cimitero. Da questo edificio provengono inoltre alcuni elementi in terracotta, oggi esposti lungo la parete. La seconda area archeologica presentata è riferita a un importante complesso termale, databile tra la fine del I secolo a.C. e il II secolo d.C., rinvenuto al di sotto dell’Hotel Terme Neroniane.

    Sala 14 – La Villa di via Neroniana

    L’intera sala è dedicata allo studio e alla valorizzazione del prestigioso edificio di via Neroniana. Costruito nei primi decenni del I secolo d.C. e abbandonato in età tardoantica, l’edificio era probabilmente destinato al riposo, al benessere e alle attività ricreative. L’allestimento ricrea l’atmosfera degli ambienti originali: il pavimento riproduce quello di uno degli spazi più rappresentativi della villa, mentre le pareti, dipinte in rosso pompeiano, richiamano il colore dominante della decorazione interna. Di fronte all’ingresso è collocato un grande pannello che riproduce una parte dell’affresco originariamente presente in uno degli ambienti della villa, offrendo al visitatore un’idea dell’aspetto decorativo degli interni. Un ulteriore elemento suggestivo è la ricostruzione del deposito votivo scoperto all’esterno della grande esedra che chiudeva il giardino meridionale: all’interno di un cassone, collocato sulla destra dell’ingresso, sono esposte anfore e una brocca, probabilmente legate a un rituale di fondazione. Lungo le pareti curvilinee della sala si trovano quattro vetrine che raccolgono alcuni tra i reperti più significativi del complesso. Tra i materiali esposti si possono osservare un capitello intarsiato, frammenti di bicchieri e bottiglie in vetro, ceramiche da mensa, monete, un anello con castone in diaspro rosso, frammenti di affresco (tra cui uno raffigurante il volto del dio Apollo), resti di elementi di arredo e tessere musive. Il percorso si conclude con un supporto multimediale che permette di esplorare virtualmente l’edificio: grazie alla ricostruzione digitale, è possibile entrare nelle sale principali e osservare da vicino la ricchezza delle decorazioni e degli spazi.

    Sala 15 – Dopo la villa

    L’intera sala è dedicata alle diverse fasi di frequentazione che hanno interessato l’area archeologica di via Neroniana dopo l’abbandono della villa romana. A partire dal V secolo d.C., le strutture antiche vennero riutilizzate per abitazioni e per attività produttive di carattere domestico, con un ampio impiego di materiali di recupero provenienti dagli edifici romani. Tra l’VIII e il IX secolo d.C., in una parte del settore residenziale settentrionale della villa, si sviluppò un piccolo villaggio formato da capanne. Accanto a questo insediamento sorse anche un modesto cimitero, probabilmente legato alla comunità che vi abitava. Intorno all’anno Mille, l’area fu oggetto di un’importante opera di bonifica e riorganizzazione, che portò alla nascita di un nuovo insediamento, destinato ad ampliarsi nei secoli successivi. Dopo una fase di progressivo declino, avvenuta nel corso del XIV secolo, il sito fu progressivamente abbandonato. Solo a partire dal XVIII secolo l’area tornò a essere frequentata in modo stabile, assumendo una funzione esclusivamente agricola. Questa lunga sequenza di trasformazioni, riusi e abbandoni è illustrata in sala attraverso disegni ricostruttivi, affiancati da una selezione di reperti esposti in vetrina. Tra questi si possono osservare fusaiole, frammenti di contenitori, pentole in pietra ollare, fibule in bronzo e una tavoletta utilizzata per un antico gioco, noto come “filetto”.

    Sala 16- La riscoperta delle terme euganee

    All’interno di quest’ultima sala viene approfondito il tema della “riscoperta” delle acque termali euganee attraverso mappe, documenti scritti e un supporto multimediale. Un monitor consente infatti di consultare una ricca raccolta di cartoline d’epoca, che testimoniano lo sviluppo e la valorizzazione dell’area termale nel corso del tempo. Il percorso si conclude scendendo le scale, dove è possibile osservare una selezione di immagini dedicate al territorio e ai suoi principali monumenti.

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    • Montegrotto Terme, Museo del termalismo antico e del territorio, guida, , a cura di Bassani M., Destro C., Ghedini F., Privitera T., Zanovello P., Padova 2021.