Complesso Museale di San Paolo - Monselice

Via 28 Aprile 1945 - 35043 Monselice (PD)
Presentazione

Il Complesso Museale di San Paolo si sviluppa su due piani e propone due principali percorsi di visita: uno dedicato all’archeologia del territorio e uno alla storia del complesso monumentale. Al piano terra si trovano l’area archeologica e due sale espositive con reperti che documentano la frequentazione del territorio dall’Età del Rame all’età romana. L’area archeologica conserva le strutture emerse dagli scavi del 1985, che hanno permesso di ricostruire le principali fasi edilizie del complesso: una prima chiesa altomedievale a navata unica triabsidata, edificata tra il VII e l’VIII secolo; un ampliamento dell’aula con raddoppio della navata avvenuto in un momento anteriore all’XI secolo; l’aggiunta di una navata absidata sul lato settentrionale tra il 1150 e il 1200; infine, intorno al 1250, la costruzione della cripta di San Sabino nella zona presbiteriale, originariamente decorata da affreschi. Il piano superiore è destinato a spazi per mostre temporanee.

Storia della collezione museale

A seguito degli scavi archeologici avviati dal 2002, che hanno permesso di approfondire in modo decisivo la conoscenza dell’evoluzione urbana di Monselice dalla preistoria all’alto Medioevo, maturò l’idea di destinare la Chiesa di San Paolo a sede museale. La ricchezza dei materiali emersi rese infatti necessario uno spazio idoneo alla loro conservazione e valorizzazione. Dopo il restauro del 2006 e il successivo riallestimento finanziato nel 2013, l’edificio è stato trasformato nel Museo della Città, inaugurato nel 2017.

  • Descrizione
  • Pianta
  • Rampa d’accesso e Sala 2

    La sala è introdotta da una rampa d’accesso che offre informazioni sulla formazione geologica dei Colli Euganei. Da qui si accede alla sala 2, dedicata ai manufatti archeologici che testimoniano le più antiche frequentazioni del territorio di Monselice. All’interno sono presenti nove vetrine che illustrano una lunga storia di occupazione, dal Neolitico fino all’età del Ferro. Le prime presenze umane risalgono al Neolitico antico, ma un popolamento più consistente si sviluppa a partire dall’età del Rame, con gruppi appartenenti alla cultura dei Vasi a Bocca Quadrata. La prima vetrina espone frammenti ceramici di uso domestico e strumenti in selce, provenienti da un insediamento individuato negli scavi del 2005 tra le pendici del Monte Castello e via Valli. Il percorso espositivo prosegue con l’età del Bronzo. Un ruolo centrale è occupato dall’abitato del Bronzo Finale dei Tre Scalini, alle pendici della Rocca, da cui provengono numerosi materiali legati alla vita quotidiana: recipienti ceramici, strumenti in pietra per la lavorazione dei cereali, oggetti per la filatura, pesi da telaio, spilloni, piccoli manufatti fittili e resti di pavimentazioni e pareti. La sala si conclude con i materiali della fase di passaggio tra l’età del Bronzo e l’età del Ferro, che testimoniano la continuità di frequentazione del territorio fino alle soglie della protostoria. A documentare questa fase sono esposti numerosi reperti provenienti da una discarica rinvenuta durante gli scavi del Canale Desturo del 2008.

    Vano del campanile

    A destra del passaggio che unisce la sala 2 alla sala 3 si può vedere un piccolo vano. Appena all’esterno dello stesso viene trattato dalla pannellistica il tema della romanizzazione, mentre all’interno è esposto un cippo gromatico, da Monselice, con la ricostruzione, in prossimità dello stesso, di una groma (strumento utilizzato dai romani per suddividere il territorio).

    Sala 4

    Quest’area espositiva accompagna il visitatore alla scoperta di Monselice in età romana, aprendo il percorso con una domanda: chi erano le donne e gli uomini che abitavano questo territorio? A questa domanda la sala prova a dare risposta attraverso le testimonianze dirette lasciate dagli abitanti. Subito all’ingresso sono presentati alcuni monumenti iscritti (tre stele funerarie e un’ara votiva) che permettono di conoscere nomi, legami familiari, ruoli sociali e attività professionali di individui vissuti in epoca romana a Monselice. Dalle vicende individuali si passa poi a una visione più ampia del territorio grazie ai manufatti esposti nelle vetrine. Una sezione della sala è dedicata ai reperti provenienti dagli scavi di località Vetta, dove sono state individuate almeno cinque fattorie. I materiali esposti (tra cui frammenti di macine e pesi da telaio in terracotta) raccontano la vita quotidiana di un insediamento rurale, legato alla produzione agricola e domestica. Le vetrine successive approfondiscono invece i riti funerari e le modalità di autorappresentazione degli abitanti, attraverso l’esposizione di manufatti provenienti da località Desturo, località Vetta e dalla necropoli dei “Tre Scalini”. I reperti, databili entro il II secolo d.C., includono oggetti di uso pratico come cavicchi e chiodi in ferro, ma anche elementi più pregiati quali: statuette, lucerne, unguentari e perle in ambra. A chiudere il percorso sono infine un termine funerario e una stele risalenti alla prima metà del I secolo d.C.

  • Accesso
  • Servizi per l'utenza
  • Servizi didattici
  • Tipo di Accesso: Negli orari di apertura

    Biglietto: No

    • Accesso per le Scuole
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    • Supporti informativi multilingue: Inglese
    • Spazi per altre attività
  • Galleria fotografica
  • Bibliografia di riferimento
    • Bonetto J., Veneto (Archeologia delle Regioni d'Italia), Roma 2009, pp. 407-408.
    • Valandro R., C’era una volta la San Paolo, storia di una cappella dalle radici millenarie, Cittadella (PD) 2011.