L'esposizione L’esposizione del museo è articolata in due spazi principali, pensati per accompagnare il visitatore nella comprensione del territorio e della sua storia. Nel corpo centrale dell’ex chiesa sono raccolti i materiali archeologici, mentre un piccolo ambiente adiacente è dedicato alla sezione didattica. In quest’ultimo spazio, grazie a numerosi plastici ricostruttivi, è possibile osservare le trasformazioni del paesaggio e delle acque nel corso del tempo, sia come risultato dei processi naturali sia in relazione all’intervento dell’uomo. Il percorso prosegue nella navata centrale della chiesa, dove l’esposizione archeologica si sviluppa attraverso una serie di vetrine che raccolgono materiali provenienti da ricerche subacquee avviate alla fine degli anni Ottanta del Novecento. Queste indagini hanno consentito il recupero di quasi un migliaio di reperti, databili dalla protostoria all’età moderna. I materiali esposti comprendono ceramiche dell’età del Bronzo, manufatti in bronzo riferibili all’età del Ferro e all’età romana, strumenti e armi in ferro di epoca medievale, oltre a ceramiche rinascimentali. All’interno di questo ampio insieme, il nucleo più significativo è costituito da reperti di carattere votivo, attribuibili a un probabile santuario di età protostorica e romana situato in prossimità del corso del fiume Brenta. Sulla base dei manufatti rinvenuti, il luogo di culto risulta essere stato frequentato in modo pressoché continuo dalla seconda metà dell’VIII secolo a.C. fino al IV secolo d.C. Tra i reperti più rappresentativi figurano numerose fibule in bronzo, monete, anelli, aghi, ami e altri oggetti votivi, tra cui piccoli bronzetti figurati. Questi bronzetti raffigurano figure maschili stilizzate, con gambe divaricate e braccia aperte, generalmente interpretate come guerrieri o offerenti. Il loro carattere votivo è ulteriormente evidenziato dallo stato di conservazione: alcuni esemplari sembrano infatti essere stati volontariamente spezzati in antico, gesto che potrebbe indicare l’utilizzo simbolico degli oggetti come sostituti di ex voto anatomici. Di particolare rilievo è anche il rinvenimento di una cuspide di lancia in bronzo con lama fiammeggiante, databile tra l’XI e il X secolo a.C., probabilmente tra le più antiche offerte deposte nel santuario. Accanto a questi materiali, il museo espone reperti riferibili a periodi più recenti, tra cui armi e strumenti medievali e un consistente gruppo di ceramiche tardomedievali e rinascimentali, che documentano la continuità di frequentazione e di attività lungo il fiume fino all’età moderna. Nel suo insieme, il MAAAP propone un percorso semplice e accessibile che intreccia archeologia, ambiente e territorio, permettendo al visitatore di comprendere il ruolo fondamentale delle acque del Padovano nella storia, nelle pratiche religiose e nella vita quotidiana delle comunità locali nel corso dei millenni. |