Scavi Scaligeri - Verona

Piazza Viviani (Centro Internazionale di Fotografia "Scavi Scaligeri") - 37100 Verona (VR)
Presentazione

L'area archeologica conserva strutture comprese fra il I sec. a.C. e il XV sec. d.C., in particolare parte del complesso forense e di un quartiere abitativo di Verona romana e tardoantica.

Storia della ricerca e degli studi

Il sito è stato oggetto di scavi archeologici tra il 1981 e il 1985, durante i restauri del palazzo che ospitava il Tribunale di Verona (ora Centro Internazionale di Fotografia). Esso è quindi stato restaurato, valorizzato e aperto al pubblico dal 1996 al 2015. Dopo poco più di un decennio di chiusura, in seguito a diverse operazioni che hanno comportato un adattamento degli impianti, dei percorsi di visita e un nuovo allestimento, il 20 febbraio 2026 l’area archeologica è stata riaperta al pubblico.

Contesto geografico e urbanistico

Verona sorge lungo il fiume Adige, nel punto in cui questo entra nella Pianura Padana, a una trentina di chilometri a est del Lago di Garda. È situata a 59 metri sul livello del mare, ai piedi dei monti Lessini. L’area archeologica si colloca nel cuore del centro cittadino odierno e di quello romano, rispetto al quale sorgeva poco a sudest dell’antico foro.

Cronologia

Seconda metà I sec. a.C. - età medievale

  • Descrizione
  • Scavi Scaligeri

    L’area archeologica raccoglie al suo interno testimonianze che vanno dalla seconda metà del I secolo a.C. al XIV secolo d.C. Tali testimonianze comprendono, oltre ai resti strutturali, anche ricostruzioni su supporti multimediali e quattro vetrine che espongono alcuni materiali provenienti dagli scavi. Per quanto riguarda il palinsesto strutturale, alla prima fase, risalente alla seconda metà del I secolo a.C., sono attribuibili strutture di carattere residenziale e urbano. Sono state infatti riconosciute strutture pertinenti a una ricca abitazione, utilizzata e modificata fino al VI secolo d.C., nonché infrastrutture stradali, una fognatura, un podio in calcare e altre strutture la cui funzione rimane tutt’oggi ignota. L’area venne momentaneamente abbandonata in seguito a un incendio avvenuto alla fine del VI secolo d.C. Tra il VII e l’VIII secolo fu in parte utilizzata con destinazione funeraria; a testimonianza di ciò, al centro dell’abside di un ambiente risalente al IV secolo d.C., è ancora oggi visibile una tomba a cassa di epoca longobarda. Nel 744 d.C. l’assetto dell’area cambiò con la fondazione della chiesa di Santa Maria Antica. Tra il X e il XII secolo la chiesa e l’area circostante si modificarono in funzione di essa, e lo spazio fu nuovamente occupato anche a scopo residenziale, con la costruzione della casa-torre di Bonaventura Bricio e di altre proprietà. Dal XIII secolo la zona divenne proprietà della famiglia Della Scala. In questo periodo Alberto Della Scala ampliò il proprio palazzo, di cui oggi si conservano la torre e parte del muro di cinta. Nel XIV secolo Cansignorio Della Scala demolì le strutture precedenti e fece edificare un nuovo palazzo con cinque torri collegate da ali disposte attorno a un ampio cortile.

  • Accesso
  • Servizi per l'utenza
  • Servizi didattici
  • Tipo di Accesso: Negli orari di apertura

    Visitabilità: Interno

    Biglietto: Si

    • Accesso per le Scuole
    • Accessibilità Disabili
    • Servizi igienici
      Bagni all'interno dell'area archeologica
    • Bookshop
    • Pannellistica
      Pannellistica italiano e inglese
    • Didascalie delle opere
    • Postazioni informatiche
    • Supporti informativi multilingue: Inglese
      Pannellistica fissa: inglese; Brochure: inglese, francese, tedesco
    • Visite guidate
    • Attività didattiche
    • Biblioteca/Centro di Documentazione
  • Galleria fotografica
  • Bibliografia di riferimento
    • Archeologia a Verona , a cura di Bolla M., Milano 2000, pp. 44-49.
    • Bonetto J., Veneto (Archeologia delle Regioni d'Italia), Roma 2009, pp. 445-446.
    • Hudson P., La dinamica dell'insediamento urbano nell'area del Cortile del Tribunale di Verona. L'età medievale, in Quaderni di Archeologia del Veneto, I, 1985, pp. 50-65.
    • I luoghi della cultura , Roma 2006.